«Il viaggio consapevole e creativo dell’artista poliedrico SEPP. A tu per tu con la dedizione»
Giuseppe Cavallo, classe 1974. L’anno che poteva cambiare la storia dell’Italia e che per certi versi lo ha fatto. Anno di rivoluzioni come il referendum abrogativo sul divorzio, come l’arresto del boss mafioso Luciano Liggio e la grande penna di Indro Montanelli che non è più una voce ma “Il Giornale”.
Il 1974 è l’anno delle bombe e dei tentati golpe, dei cittadini che iniziano a farsi sentire e dei giovani che non hanno più paura di osare. Un anno dove le differenze tra nord e sud non sono solo una diceria ma una realtà evidente. La “Milano da bere” che scende in piazza ma non per fare aperitivo. L’industria piemontese che si impone e promuove una nuova idea di mercato italiano. Gli operai che protestano e gli artigiani che seguono. Eppure, in tutto questo marasma c’erano anche potenti sogni. Desideri di chi, nei piccoli paesi, cercava di costruire qualcosa che potesse reggere a questi anni difficili.
Mestieri come l’agricoltore, il calzolaio e il fabbro riuscivano ancora a rappresentare una garanzia di futuro e famiglia per ogni uomo. Anche per il sud che tante volte nell’arrancare ha sofferto e sudato; e poi c’era il barbiere, quel mestiere che nell’Ottocento era alla stregua di un chirurgo. Una professione artigianale che se non hai pazienza duri quanto neve al sole. Un lavoro soddisfacente ma anche sacrificante. Passa di generazione in generazione come un testamento e chi ha la fortuna di ereditare maestria sicuramente ne subisce di meno gli sforzi.
A Villa Castelli proprio in quel famoso 1974 nasce un ragazzo che già da subito impone la sua presenza. Non lo puoi chiamare Giuseppe, ma solo SEPP. Perché anche l’arte di sapersi riconoscere è un buon ingrediente dentro una ricetta miracolosa. In Puglia l’odore della Barberia lo senti anche a chilometri di distanza. Ti avvolge e ti sovrasta forte di un’artigianalità che non si è mai persa. A 9 anni SEPP ha già il suo primo sgabello in barberia, costruito sapientemente dal padre “Mesctu Mingucc”, barbiere da generazioni e capofamiglia da medaglia d’oro.
«Che differenza c’è tra dedizione e ostinazione?»
«Be’» rispose «direi che chi è dedito è in sintonia con la vita, mentre chi è ostinato no!»
(Richard Bach)
Una storia di origini e talento che appassiona e rende fieri. Si, quella di SEPP è davvero una bella storia. Quando l’ho visto per la prima volta – ormai parecchi anni fa – mi aveva colpito di lui la precisione. Metodico e perfezionista fino all’osso, così predisposto all’ascolto che anche un principiante dopo una breve chiacchiera si sentiva saldo e motivato. Gentile, ironico ma tutto d’un pezzo, forte di una carriera dove i 39 anni di formazione hanno delineato un percorso ricco di traguardi. 5 Accademie hanno segnato notevolmente il suo bagaglio culturale e professionale, a riprova che lo studio – qualsiasi mestiere tu decida di fare – sarà sempre una carta in più da giocare.
Com è il suo stile? Beh racchiuderlo in un sola parola è impossibile. Ha quella verve rock e old school propria degli anni 80, ma anche quell’avanguardia contemporanea tipica di chi non smette mai di aggiornarsi. Non solo barbiere ma anche formatore. SEPP oggi gestisce, assieme al fratello Antonio, due saloni nel cuore della Puglia. Due angoli preziosi e punti di riferimento per la Barberia nazionale. Forte di un team altamente specializzato e creativo, le sue attività accompagnano un progetto di studio e collaborazione che non si ferma al Salento ma arriva in tutta Italia.
Masterbarber Solomon’s Academy e rivenditore ufficiale Solomon’s. SEPP come tutti avranno capito è un vulcano di idee e sorprese. Per raccontarlo stavolta ho preferito dargli voce, certa che le sue parole avrebbero ispirato e fatto riflettere tanti nuovi colleghi e aspiranti barbieri.
Ciao Sepp, partiamo con una domanda che mi viene spontanea. Perché il settore maschile e non quello femminile?
Speravo un giorno che qualcuno mi rivolgesse questa domanda. Ho operato nel settore donna per tanti anni e buona parte del mio successo devo dedicarlo alla formazione ricevuta come parrucchiere, che mi ha permesso di ampliare gli orizzonti nel campo della Barberia. Dal 2007 ho deciso di dedicarmi esclusivamente al settore uomo con l’intenzione di offrire la possibilità reale ad un uomo di sentirsi trattato professionalmente – e coccolato – come solo i parrucchieri esperti sanno fare. Finalmente anche per l’uomo un posto dove staccare la spina qualche ora!
Quando hai capito che questo era il mestiere giusto per te?
A 40 anni, quando ho smesso di cercare invano soluzioni che avevo dentro di me. Spesso ci si fossilizza a guardare solo “il bicchiere mezzo vuoto” e si tende a rimanere intrappolati nella propria zona di confort. Allora bisogna letteralmente prendersi a schiaffi, per uscire dalla fase rem e magari, trovare il coraggio di chiedere aiuto. Infatti, io sono sempre aperto e disponibile con tutti i miei colleghi qualora avessero bisogno di consigli.
Quali valori il mondo della Barberia ha perso negli ultimi anni e quali invece ha ottenuto?
Bella domanda! Non direi che la Barberia moderna abbia perso dei valori, anzi… Se proprio vogliamo essere pignoli, una volta il barbiere oltre ad essere un confidente era anche l’amico o il complice con il quale scambiare battute scherzose – anche pesantemente, ride ndr – condividere le passioni giocando la schedina del totocalcio e così via. Nella visione attuale della Barberia c’è più attenzione a non stressare ulteriormente il cliente già preso da quella che è la quotidianità. Quindi ci si focalizza più nello sciogliere le tensioni e offrire loro un luogo dove sentirsi al riparo dai problemi.
Raccontaci un po’ delle tue Barberie a Villa Castelli, cosa rappresentano e cosa cerchi di offrire ai tuoi clienti?
Nelle nostre Barberie cerchiamo di mixare tradizione e modernità. Senza essere invadenti cerchiamo di strappare dei piacevoli sorrisi ai clienti. Questo, a mio modo di vedere, serve a non mettersi sul piedistallo, ma ad abbracciare e condividere le passioni o discorsi con loro, cosa che li fa sentire a casa. Un posto dove loro possono sentirsi re! Particolare non di poco conto è il fatto che un buon 70% dei nostri clienti ci raggiunge da fuori, spesso da molto lontano. Questa bellissima cosa ci mette in competizione con un bacino di Barberia molto ampio, ma allo stesso modo, ci dice che l’attenzione e la professionalità con la quale gestiamo le nostre attività ci ripaga; contemporaneamente sentiamo il dovere di non sederci sugli allori e di evolverci continuamente, per essere punto di riferimento per i clienti, ma allo stesso modo spunto per i competitor.
Quanto influisce l’utilizzo di buoni prodotti nella qualità del servizio?
Tantissimo! Aggiungerei che un’attenta diagnosi al cliente per pianificare un ottimo servizio, capire bene i suoi desideri e quali prodotti utilizzare durante lo stesso, ci mette nelle condizioni ottimali per effettuare un buon lavoro. In tutto questo, se siamo stati abbastanza professionali, la rivendita sarà una piacevole conseguenza. Conoscere bene i prodotti che si hanno in salone, studiarli approfonditamente, crea senza dubbio un’immagine di noi molto professionale, che di riflesso ci porterà cassetto ma non solo.
Da tantissimi anni sei rivenditore ufficiale Solomon’s, cosa apprezzi maggiormente del nostro brand?
In primis l’attenzione e la qualità di ogni referenza! Lavorando da tanti anni nel settore hair e avendo avuto molteplici aziende prima di Solomon’s in negozio, posso affermare che come recitava un famoso spot televisivo, che rivisitato sarebbe “Dove c’è Solomon’s c’è casa!”, la loro capacità di farti sentire parte integrante di una grande famiglia è assoluta garanzia.
Quanto conta la formazione nel bagaglio professionale del barbiere?
Con questa domanda, inevitabilmente mi metti in difficoltà ! Devo contare fino a 100, per rispondere in modo calmo e pacato. Sembra che nell’ultimo decennio sia diventato più semplice copiare che studiare. Questo fa sì che il Barbiere, rispetto al Parrucchiere, rimanga fermo al palo. Tant’è vero che nella storia moderna non si era mai visto che una tendenza durasse quasi un decennio, mi riferisco al razor fade. Io mi sono permesso di dare una personale lettura della questione. I social ne sono la causa principale ad esempio! Mi sono imbattuto centinaia di volte negli ultimi anni in Barbieri che seguendo tutorial sul web abbiano imparato ad usare le clipper in modo eccelso per queste bellissime sfumature, o per foggiare una barba, ma quando durante un corso di formazione fisico, gli è stato chiesto di effettuare una sfumatura all’italiana, piuttosto che un taglio planare, non sapevano da dove iniziare e come svolgerlo. Ma attenzione, la cosa più grave è quella di non saper usare le forbici.
In tutto ciò, ora che finalmente nel post covid i capelli hanno iniziato ad allungarsi, dovremmo cominciare a comunicare con delle tecniche che si avvalgono dell’utilizzo di tanti altri attrezzi che non siano le clipper.
Quindi se vogliamo essere al passo coi tempi, se non vogliamo che i nostri clienti tornino dal Parrucchiere come una volta, perché solo loro sanno usare le tecniche giuste, bisogna formarsi al riguardo. Un ottimo motivo per far parte ancor di più della famiglia Solomon’s!
Se hai un salone scopri come diventare rivenditore Solomon’s visita la sezione dedicata.

