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“Ecco le pagelle di Solomon’s Magazine tra grandi scivoloni e assolute opere d’arte”
Quello del Teatro Ariston non è solo un luogo dedicato alla musica, ma piuttosto un monumento sacro la cui importanza rappresenta un vanto per tutta l’Italia. Istituito nel 1951, dai gestori del Casinò – come tentativo di rilancio per il settore turistico della Liguria – questo Festival divenne subito simbolo di rinascita ed emancipazione.
Il suo successo, inarrestabile, fù legato alla televisione che trasmise tutte le edizioni in prima serata su RAI1. Ma non solo, il contesto sociale trasformò questa occasione in una vera e propria rivoluzione culturale, seppur le dinamiche e l’organizzazione furono totalmente diverse rispetto all’attuale. La kermesse aveva luogo nel salone del Casinò, occupato da tavoli presso i quali i clienti si intrattenevano a chiacchierare, talvolta disinteressandosi della musica. Inoltre, nonostante vigesse la norma di presentare solo brani inediti, il regolamento prevedeva che solo pochi cantanti potessero eseguire tutte le canzoni. Alla prima edizione parteciparono solo tre interpreti, Nilla Pizzi, il Duo Fasano e Achille Togliani, che si cimentarono nell’esecuzione di venti canzoni. Svettò in cima Nilla Pizza con la sua “Grazie dei Fiori” con un premio da 80.000 lire. D’ora in avanti il resto è storia, nonché un miracolo sociologico a testimonianza di un popolo italiano che dal post-moderno si avvicina sempre più (anche con timore) al mondo dello spettacolo e della musica partenopea.
L’impatto mediatico del Festival di Sanremo è testimoniato anche dall’Eurovision Song Contest che nel 1956 lo prese come esempio per istituire la più grande manifestazione musicale organizzata dall’Unione Radiofonica Europea.
Ed è da quel Teatro che possiamo analizzare l’evoluzione della mentalità italiana. Il primo decennio fu connotato da brani tradizionali figli di una morale rappresentativa dell’epoca; ma già a fine anni ‘50 irruppe la musica leggera con capolavori come Papaveri e papere, Nel blu dipinto di blu. A questi seguì la categoria dei Plusdotati come Mina e Adriano Celentano a dimostrazione che “con una bella voce ci nasci”. Ma poi tutto ciò venne contornato da uno studio ancor più attento e profondo, ovvero quella della musica intesa come forma di espressione e ribellione, per la maggior parte dei casi a sfondo sociale e politico. Tuttavia è innegabile che le composizioni apparentemente leggere e sinfonicamente orecchiabili restano le più premiate, anche se ad onor di cronaca non sempre restano nella memoria storica italiana.
Photo Credits: IG @stefanoricciofficial @carloconti.tv
Parliamo del Festival di Sanremo 2025, quello che ci sta tenendo svegli la notte e che non smette mai di stupirci. Doveva essere l’edizione dell’inaspettato, della sregolatezza e dei colpi di scena, ma per ora è semplicemente una classe di ragazzi dove all’interno troviamo giovani irriverenti, timidi scrittori, esuberanti pseudo leader e paranoici nostalgici. Qui dentro si insedia un preside, Carlo Conti, che cerca con grande preparazione e severità di rimetterli in riga, senza però alterare la loro indole.
Per la seconda serata si è presentato rigorosamente in nero, con un completo composto da giacca monopetto col bavero satinato, cravatta in tinta e scarpe lucide. Questa meraviglia made to measure è stata realizzata a mano nell’atelier toscano di Stefano Ricci. Come look barba e capelli il presentatore ha scelto un hair-cut corto modellato con pettine e forbice per mantenere lo stile classico, mentre invece il viso è avvolto da una total shave perfettamente eseguita. Per lui il tempo sembra scorrere lentamente, sfoggiando una pelle radiosa e molto levigata. Voto complessivo 8

Photo Credits: GettyImages
Rocco Hunt invece mostra la sua giovinezza attraverso un’eleganza contemporanea ma mai esagerata. Alla seconda serata si è presentato con un blazer di velluto e una camicia che svela la pelle nuda in trasparenza con classe e charme. Via libera ai capelli ricci, esaltati al meglio da uno styling voluminoso e leggermente lucido. Il taglio capelli si completa con una sfumatura medio-bassa che dona quel tocco di freschezza tipico dell’artista salernitano. Per la barba invece un gioco di sfumature laterali con lunghezze che non superano il centimetro. Questo modello è perfetto per chi desidera un look pratico e alla moda. Voto complessivo 7,5

Photo by Daniele Venturelli GettyImages
Damiano David si riappropria del palco con un’entrata da rock star e diciamolo pure, performance canora e styling sono da dieci e lode. Il suo tributo a Lucio Dalla ha riacceso ricordi di un lontano 1988 quando Felicità strinse tutto il popolo italiano verso un abbraccio che seppe di emozione e autentica gratitudine.
Archiviata la trasgressione degli anni passati, il cantante ha indossato i panni dell’uomo elegante e maturo grazie ad un completo nero firmato Valentino. Il tocco chic? Beh, senza dubbio il guanto in pizzo leggero. Per la seconda esibizione invece un due pezzi con pantalone e cintura color ciliegia coordinato da una blusa bianca con scollo a “V”. Questo modello incarna a pieno il brano da lui cantato ‘Born with a broken heart‘, uno dei suoi primi singoli da solista che lo ha decretato a tutti gli effetti star internazionale. Per i capelli Damiano sceglie una pettinatura laccata con delle onde accennate per esaltarne la lunghezza. Per creare questo effetto è stata utilizzata un pomade lucida con tenuta forte, essenziale per garantire sostegno e luminosità durante tutta l’esibizione. Voto complessivo 9

Ph Credits: ANSA/FABIO FRUSTACI
Simone Cristicchi non sbaglia un colpo grazie alla sua “Quando sarai piccola”, un omaggio alla sua adorata mamma nonchè forte messaggio di sensibilizzazione per tutte quelle malattie neurodegenerative – come l’Alzheimer – che trasformano il rapporto genitore figlio in un viaggio fatto di pazienza, dolore, accudimento e piena comprensione. Il suo guardaroba firmato Antonio Marras è frutto di una costante ricerca e lavorazioni sartoriali dove colori, rilievi e forme creano una grande opera d’arte tutta made in italy. Il risultato è un look sofisticato e lussuoso che valorizza al meglio la personalità originale e delicata del cantautore. Altro dettaglio importante sono i capelli e la barba, entrambi brizzolati e lavorati con un tocco wild per mettere in risalto volumi e lunghezze. I ricci di Simone, molto stretti e chiusi, sono stati lavorati sicuramente con uno spray volumizzante per enfatizzarne la forma e lo stile selvaggio. Voto complessivo 7

Ph.Credits: Il Giornale
Achille Lauro come per la prima, anche nella seconda serata, esplora il guardaroba d’epoca nei nobili vittoriani, mostrando un nuovo volto del dandy inglese leggermente più audace e sensuale. Il suo completo gessato, corredato da soprabito a strascico e una grande rosa nera all’estremità del reverse regala uno stile super ricercato e di tendenza. La maison Dolce e Gabbana sembra aver interpretato al meglio le mille sfaccettature del cantante, trasformandolo in una vera icona glamour e irriverente. Capelli laccati, leggermente all’indietro con riga laterale per accompagnare l’outfit in maniera vintage e sublime. Voto complessivo 9,5

Ph.Credits: FanPage GettyImages
Bresh non resiste alla tentazione e si presenta con un look smanicato molto sbarazzino, forse anche simbolo della sua giovane età. Firmato da Ami Paris questo outfit un po’ timido e scolastico non colpisce né scompone; tanto apprezzamento invece per lo styling dei capelli mossi e ultra matte. Il taglio presumibilmente classico con metodo all’italiana è accompagnato da varie disconnessioni, che esaltano al meglio il volume e i lineamenti del viso. In questo caso è di fondamentale importanza utilizzare dei grooming specifici, come ad esempio la polvere volumizzante per modellare senza appesantire. Voto complessivo 6



