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“Puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, devi solo fidarti di te stessa.” Intervista a Doriana Borgo

doriana borgo
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Luoghi comuni, disfatte e rivoluzioni

Tailleur, valigetta 24 ore, schiena dritta e una buona dose di aggressività. Così nell’ideologia comune la donna in carriera viene ritratta. Una sorta di bella copia maschile che però va a scontrarsi col concetto di unicità e differenziazione. Chissà perché si pensa che, per una donna, affermarsi sul lavoro voglia in qualche modo dire mascolinizzarsi e indurirsi quel tanto per non mostrarsi sensibile e femminile; probabilmente uno dei motivi più accreditati su questa convinzione è la stragrande maggioranza di leader uomini al comando dei più grandi vertici. Un immagine forte, un paragone quasi meccanico, ma del tutto azzardato. 

E se è vero che nel 2021 la percezione sta cambiando e il mondo si sta evolvendo, dobbiamo anche dire che l’Italia sta ancora un passo indietro. Un passo indietro nell’accettazione, nella libertà d’espressione, nel diritto di essere ciò che siamo sempre e comunque. Ci sono dati che fanno riflettere, considerazioni e fonti che obbligatoriamente ci portano ad un confronto. 

Le donne in Italia sono istruite almeno quanto gli uomini e maturano competenze analoghe, ma sono ancora sotto-rappresentate nel mondo del lavoro. Nonostante un aumento nel livello e nella qualità dell’istruzione (più del 50% dei laureati nel nostro paese è donna, con votazioni mediamente più alte dei colleghi uomini), il ritratto nel mondo del lavoro mostra ancora oggi un tasso di occupazione femminile in Italia fermo al 46,2%, rispetto ad una media europea del 58,6%. Addirittura una donna su quattro abbandona il lavoro dopo la nascita dei figli (Manageritalia, 2009) e, ancora oggi, solo il 9% delle posizioni di top management è occupato da donne (SDA Bocconi). Sarà un caso? Un dato inattendibile o volutamente scomodo?

Certo è che prima di qualsiasi pensiero o giudizio ciò che pare imprescindibile è lo stato d’animo femminile. Quelle sensazioni che si sentono addosso e quella paura costante di non essere mai all’altezza o “mai pronta”. Pronta per chi? 

Pronta per cosa? Per una società smarrita, confusa e forse ancora un pizzico maschilista. Indietro ma non per questo desiderosa di cambiamento. Quello che alcune di noi – forse tante – chiamerebbero riscatto. Con dolcezza, delicatezza e toni gentili; perché non è una guerra ma una rivoluzione. Così se questo Magazine ha sempre avuto l’obbiettivo di portare alto il valore dell’italianità, dello stile e del settore artigianale, ora più che mai si rende parte del più grande obiettivo, ovvero quello di far conoscere i veri esempi di successo e caparbietà. 

Non sono solo le grandi aziende legate al settore industriale e commerciale a soffrire di questo gap occupazionale, ma anche altre realtà del bel Paese. E proprio in questi anni  il settore barberia sta attraversando un grande cambiamento, ovvero la sempre più crescente imposizione delle donne nel mestiere. Donne barbiere ma allo stesso tempo imprenditrici di se stesse, visionarie, eclettiche e tremendamente originali. Non fanno paura ma sicuramente invitano a farci due conti. 

Oggi parliamo di LEI. Doriana Borgo, barbiera, imprenditrice e formatore per la Solomon’s Academy. Una carriera che sicuramente non veste gessato e nemmeno di seta; che non ha in mano la 24ore, ma delle forbici affilate e taglienti. Perché non vi sono canoni in grado di stabilire il prototipo della donna in ascesa, ma solamente tassi di determinazione, talento e caparbietà. 

Doriana Borgo

Una storia da “think different”

Doriana Borgo nasce e cresce in Puglia, in una famiglia dedita da sempre alla moda maschile. 

” Nonno era un “cappottaro” come li chiamavano qua: tagliava e cuciva capi spalla sul bancone del suo locale, è stato uno dei fondatori della tradizione del mio paese. La sartorialitá quindi è sempre stata di casa, come avrei potuto non inserirla nel mio lavoro?

Dedita alla musica, una passione che fin dall’adolescenza le ha permesso di superare tanti momenti bui, aggravati dal fatto che lei non è una di quelle dalla parola facile. Poco espansiva e per questo molte volte considerata outisider e “strana”, io direi semplicemente se stessa; perché parlare è bellissimo, ma sapere quando è il momento giusto per farlo è saggezza. 

Ciao Doriana, che piacere fare due chiacchiere con te. Innanzitutto come stai? Come potresti definire questo periodo della tua vita?

Ciao, che piacere per me! Che domanda per iniziare! Diciamo che stiamo evolvendo, come il mondo attorno.

Fare la barbiera, una scelta lavorativa ardua dove la gavetta è d’obbligo. Quando e come hai iniziato?

Io ho iniziato tanti anni fa mentre ancora ero una studentessa, volevo un “lavoretto pomeridiano” e mi sembrò giusto chiedere al barbiere del mio amico se potessi essere adatta al lavoro che proponeva. Da lì è iniziato il mio percorso, ero assolutamente affascinata dal mondo della barberia e mi chiedevo come mai fosse così “trasandato” rispetto ai parrucchieri all’epoca. La tendenza si è ribaltata negli anni a venire come ben sappiamo. Forse ci avevo visto lungo senza nemmeno saperlo.

“Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile.” Così diceva Charlotte Whitton.. anche nel tuo caso è capitato di dover dimostrare più volte la tua bravura per essere più considerata all’interno del settore?

Credo che non sia ancora cambiato molto purtroppo, almeno qua dove viviamo noi, viviamo ancora di mille preconcetti, pregiudizi e non è molto piacevole dover continuamente scalpitare per fare un lavoro. Ho sempre cercato di non fare distinzioni di genere, quando mi dicevano che “le mani delle donne sono migliori” ho sempre risposto che le mani di un uomo o di una donna sono identiche e che la differenza la fa il background che decidi di avere. Però a malincuore ti rispondo che si, se sei una ragazza devi farti spazio da sola e a me succede continuamente. 

Tradizione e innovazione. In percentuale quanto contano nelle tue linee stilistiche?

Molto spesso nell’innovazione si tende a strafare per impressionare. La barberia è legata alla moda quanto alla tradizione, sta al barbiere capire quanto vuole prendere di entrambe e metterle nel proprio lavoro. Come la moda, ci evolviamo ma restiamo sempre legati alle cose fatte artigianalmente. Siamo artigiani in fondo. Io diciamo che ho uno stile tutto mio, dicono.

The Barber, raccontaci un po’ quando e com è nata l’idea di questo salone

Il BarBer è nato nella mia mente molti anni prima che prendesse forma nella realtà. Diciamo che volevo creare un posto che non avevo mai trovato altrove dove far sentire le persone a casa. Quando ho trovato il locale che mi piaceva ho chiesto al tipo dell’agenzia cosa ci fosse prima in quel posto vista la strana distribuzione degli ambienti, lui mi ha risposto “questa era una casa”. Perfetto no?

 

 Social, web e comunicazione. Quanto contano nella tua professione?

Tantissimo! Ho lavorato molto sui social e su internet, ho iniziato molto prima di molti e con assoluta naturalezza, mi piaceva e lo facevo per quello. Postavo, raccontavo, facevo partecipi le persone delle esperienze. Non è cambiato nulla da prima, lo faccio ancora. I social sono uno strumento molto valido se sai come usarlo. Sin dall’inizio abbiamo curato sito internet e pagine molto assiduamente, ora dal sito accedi a tutte le piattaforme ed è un modo per far conoscere il mio lavoro a 360 gradi. (www.thebarber.it )

Da qualche tempo sei diventata formatore Solomon’s. Quanto è importante legarsi ad un brand all’interno di questo settore?

Per legarsi ad un marchio devi crederci, devi sposare la loro filosofia e non è semplice. Solomon’s è stata la prima azienda che ho preso per la cura della barba anni fa, mi piace il lavoro che fanno col brand da allora e abbiamo dei valori comuni, è stato naturale lavorare insieme ad un certo punto.

 

Doriana Borgo ed Eliseo Salomone

In un’intervista del 2019 hai dichiarato “In Italia la cultura non ci ha messo nelle stesse condizioni degli uomini. Qui ci insegnano a fare la ragazza, ci insegnano che a un certo punto della vita devi volerti sposare. Io preferisco l’insegnamento di Lady Gaga : Coltiva il tuo lavoro perché non si alzerà mai una mattina dicendo che non ti ama più .” Quando si diventa realmente donne libere?

Siamo tutti liberi, di scegliere, di amare, di fare quello che vogliamo…ma solo se lo vogliamo. Libertà per una donna significa anche non farsi schiacciare dal mondo attorno, dalle aspettative degli altri, dai giudizi e dal tempo. Puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, solo devi fidarti di te stessa.

Uomo con o senza barba?

Il mio ce l’ha.

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