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Dimmi che barba hai e ti dirò che scrittore sei

Luigi Pirandello
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Una piccola guida sui tipi di barba e il loro genere letterario. Da
William Shakspeare a Ernest Hemingway , passando per Charles
Dickens, Luigi Pirandello e tanti altri mostri sacri della letteratura

Se è vero che per alcuni non è essenziale, per altri è davvero un simbolo di rappresentanza o meglio ancora il ritocchino naturale che non nuoce alla salute e può cambiare radicalmente i connotati di
una persona. La barba è così l’asso nella manica di molti uomini, la sicurezza virile quell’asticella dell’autostima che si alza senza troppi rimorsi. Portare la barba è certamente una scelta di stile, una decisione che comporta quasi sempre cambi look progettati a tavolino e diretti dai migliori sognatori per una rinascita estetica e personale.

Ma se ci pensate bene, nelle epoche passate questo “change future” non era così comune. Ci sono episodi sulla barba uomo che hanno davvero lasciato il segno nella storia dell’estetica maschile.
Forse quella di Abram Lincoln è la più singolare.

A quei tempi baffi e barba non erano comuni alla Casa Bianca, ma un’intraprendente ragazzina di 11 anni avrebbe cambiato le cose. Grace Bedell scrisse una lettera al candidato repubblicano suggerendogli di farsi crescere la barba per mitigare il volto magro e conquistare così il voto femminile:
“All the ladies like whiskers and they would tease their husband’s to vote for you and then you would be President”.
Il resto è storia. Un barbuto Abramo Lincoln lasciò Springfield l’11 febbraio 1861 diretto a Washington per il suo primo giorno da Presidente. Ed proprio con Lincoln che diamo il benvenuto ai grandi personaggi della storia e della letteratura che sono diventati oggi fonte di ispirazione, ma anche richiamo al vintage e al vero stile retrò. Visiete mai chiesti se preferite la barba lunga o la barba corta? Se il vostro viso potrebbe cambiare o essere valorizzato semplicemente scegliendo tipi di barba più più adatti e originali?
La barba non solo caratterizza, ma racconta una storia di personalità e tratti caratteriali che possono davvero definire l’animo di chi la porta. Ti riconosci in qualcuna di queste?

WILLIAM SHAKESPEARE – Barba corta e curata

William Shakespeare

Il drammaturgo che capì l’amore prima di tutti. Uno degli scrittori più celebri della cultura occidentale, il più studiato all’Università e il più osannato nelle corti inglesi. Una famiglia particolare quella di William, segnata da un preponderante analfabetismo che colpì gran parte dei parenti tra cui i genitori. Il padre di Shakespeare era un assaggiatore di birra.

Quando infatti John Shakespeare arrivò a Stratford cominciò a fare diversi lavori, fino a quando nel 1556 divenne un assaggiatore ufficiale responsabile di pane e liquori. Riuscì poi a sposare la figlia di un aristocratico, Mary Arden, ma la sua scalata sociale finì presto a causa dei debiti accumulati. E se il matrimonio all’epoca era un atto importante quanto cruciale per la vita dell’uomo, fu preso invece sottogamba dal narratore che non ci pensò due volte a sposarsi a 18 anni con una donna più grande di lui di 8 anni, avendo dopo un anno già due gemelli. Hamnet e Judith. Si è dibattuto anche sulla sua vera origine, a fronte di numerose tesi che affermavano un certo collegamento col nostro Bel Paese.

Si dice infatti che il suo vero nome fosse Guglielmo Spaccalancia, figlio di una nobildonna siciliana e perseguitato a causa della religione calvinista. Questa tesi sostiene che egli abbia viaggiato da Palermo, a Messina, da Venezia a Verona, per arrivare infine a Stratford e a Londra. A sostegno di questo filone c’è l’amore di Shakespeare per l’Italia, l’ambientazione di molte sue opere e la conoscenza non solo del teatro italiano ma anche della sua lingua. E se dunque fosse vero ci spiegheremo anche il grande stile della sua barba! Media, non esagerata e soprattutto mai fuori posto. Tanto curata per l’epoca che in molti la ritennero un vero lancio di tendenza. Il suo look affabile ed elegante catturò l’attenzione di tantissime donne e aristocratiche del tempo, divenendo simbolo di stereotipo maschile al quale puntare.

Ernest Hemingway – Barba lunga e piena

Ernest Hemingway

Lo scrittore e giornalista statunitense tra i più amati al mondo. Il suo stile asciutto ed essenziale rappresenta tutt’oggi una pietra miliare della letteratura americana. Se qualcuno dovesse chiedere
perché Hemingway è stato così tanto apprezzato in vita e ancora di più dopo la morte, forse la maggior parte risponderebbe “per aver messo in scena la capacità dell’uomo di reagire di fronte alle
situazioni di pericolo”.

Personaggi scaltri, stoici, la cui grazia è rappresentata a pieno nelle loro potenzialità di rinascita e cambiamento. E chi ha letto “Il vecchio e il mare” del 1952 sa bene di cosa parliamo. Dal grande talento letterario, ne derivano altrettanti artistici e dilettanti.

Ma non solo,se pensate che il più grande hobby dello scrittore era quello di spendere tutti i suoi guadagni in champagne. Lo stesso Hemingway più volte dichiarò: “Se avessi i soldi, non riuscirei a pensare a un modo migliore per spenderli”. Grande bevitore di qualità, ma anche personalità forte e pronta all’attacco nel vero senso della parola! Capitò spesso infatti, che l’uomo grande amico di James Joyce ed estimatore del chiasso da bar, incappò in risse abbastanza spiacevoli e violente; per Joyce la prestanza di Ernest era quasi una salvezza in situazioni di pericolo e poca lucidità. Kenneth Schuyler Lynn riporta una citazione, nel suo libro “Hemingway”, riguardante le sue serate in compagnia di James Joyce: “Uscivamo a bere e Joyce si ritrovava sempre in qualche rissa. Nonriusciva neanche a guardare l’avversario e diceva sempre: “Pensaci tu, Hemingway, Pensaci tu”.
Se questo è il temperamento, anche la sua barba non è da meno! Con un passaggio da baffo folto a
barba lunga e piena, sicuramente le sue immagini più recenti rappresentano a pieno la personalità originale ma controversa dello scrittore. Lunghezza e volume sono alla base di questo look.

CHARLES DICKENS – Originale ma impegnativa

Charles Dickens

Che solo a pensarci riaffiorano alla mente Oliver Twist e David Copperfield, come se li avessimo letti qualche giorno prima. Il romanziere più grande di tutti i tempi è conosciuto in tutto il mondo e non solo! Si perché anche sulla superficie del pianeta Mercurio vi sono le sue tracce.

Allo scrittore è stato intitolato e dedicato un cratere sul pianeta più vicino al sole. Charles Dickens è senza ombra di dubbio la prima star della letteratura, ma anche quello che ha riportato i suoi stati d’animo e le sue esperienze di vita sui libri, trasformandole in bellissime storie da leggere. Da operaio a vent’anni in una fabbrica di lucido da scarpe, il suo amore per il teatro fu così forte da mettersi perennemente in malattia solo per assentarsi da lavoro e presentarsi a svariati provini per il teatro. La sua barba in stile Van Dyke è stata un must di metà ‘800, che anche qualche anno fa ritornò di moda grazie alle scelte di stile di numerosi attori hollywoodiani come Brad Pitt e Johnny Depp.

LUIGI PIRANDELLO – Pizzetto e linee definite

Luigi Pirandello

Drammaturgo, scrittore e poeta del ‘900 tra i più importanti della letteratura italiana. Uno che in eredità ci ha lasciato una mole di pietre miliari non di poco conto: 7 romanzi, novelle, racconti brevi e circa 40 drammi teatrali. Classe 1867, se dovessimo definire in una sola parola il suo temperamento forse la parola più azzeccata sarebbe narcisista; lo disse egli stesso a Maria Antonietta Portulano, quella che è diventata poi sua moglie, in una lettera: «È un vizio a cui vorrei rinunciare per non appannare gli specchi» riferendosi al fatto di baciare la sua immagine riflessa allo specchio. Uomo di indiscussa bellezza e fascino, fu una delle personalità più blasonateammirate della sua epoca. La sua carriera da professore di Lettere rimase nella storia per la grande ammirazione ricevuta da migliaia di studentesse, tra cui una che ammaliata gli scrisse pure una lettera minacciando il suicidio se costui non l’avesse degnata di considerazione.

Una vita all’insegna della follia e di un amore malato, quello per la moglie. Si racconta tra i suoi scritti di un litigio delirante dove nel bel mezzo della notte Pirandello si svegliò di soprassalto e trovò
Antonietta ai piedi del letto con lo sguardo stralunato e un coltello da cucina in mano. La moglie lo accusò di un rapporto incestuoso con la figlia più piccola, Lietta (la giovane, esasperata, tentò il
suicidio), e smise di mangiare per paura d’essere avvelenata dal marito. La soluzione si rivelò essere una sola: il manicomio. Questa la fine di una storia d’amore tra le più studiate a scuola, che colpì per la sua tragicità e senso di onnipotenza, nel momento in cui il fascino vince sulla fiducia.
Di lui colpì l’essere enormemente colto ma anche ossessionato dalla propria immagine. Quel pizzetto brizzolato con la sigaretta in mano che diventò la copertina di numerose riviste.

Un genio forse mai compreso del tutto, e l’obbiettivo diabolico di essere sempre al centro della scena, anche quando si spengono le luci. Se qualche stile ti ispira ma non sai come far crescere la barba puoi seguire i consigli di Paolo Salomone guardando questo video:

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