Blog

MAGAZINE

SOLOMON'S BARBER SHOP

Borraccia termica: la scelta sostenibile e consapevole

borraccia termica

«Inquinamento plastico e borraccia termica. Come una piccola scelta può sensibilizzare i più scettici»

Ogni anno il 5 Giugno si festeggia la giornata mondiale dedicata all’ambiente; questa importante data è stata istituita dall’Onu per dibattere e ricercare concretamente soluzioni sull’inquinamento plastico, una piaga ormai troppo dolorosa per tutto il pianeta. Nonostante il grande impegno offerto dall’International Negotiating Committee (INC) e la proposta portata in sede a Nairobi per abbattere definitivamente l’utilizzo della plastica entro il 2024, non ha dato buoni risultati, se non una fase di stallo temporalmente inquantificabile. La differente situazione geopolitica internazionale non permette una decisione unanime a tal progetto. Il risultato? L’inquinamento aumenta e la voragine è sempre più profonda. Ma anche noi italiani abbiamo messo il carico da novanta, vi stupisce? sicuramente no. Si stima infatti, che nonostante l’apparente storytelling mediatico il Bel Paese sia ben lontano dagli obiettivi richiesti in Europa. Vediamo insieme un po’ di numeri: 
 

11 Milioni

Questo è il numero raccapricciante delle tonnellate di plastica che finiscono negli oceani. Se allarghiamo il discorso a fiumi e laghi la stima sale a 19-23 milioni di tonnellate . Questo approssimativamente è il peso di 2.200 torri Eiffel tutte insieme. Il dato potrebbe triplicare entro il 2040 se non si prendono iniziative seriamente concrete. 
 

50% 

Questa invece è la percentuale di riciclo e riuso. Ogni anno l’umanità produce circa 430 milioni di tonnellate di plastica, metà delle quali progettate per essere utilizzate una sola volta.  Meno del 10% viene riciclata. Pensate ad esempio ai cartoni d’acqua, ai prodotti per l’igiene personale e molto altro ancora. 
 

4.500 Mld di Dollari

Secondo il rapporto Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) dal titolo ‘Chiudere il rubinetto: come il mondo puo’ mettere fine all’inquinamento da plastica e creare un’economia circolare’, il passaggio a un’economia circolare comporterebbe un risparmio diretto e indiretto che si aggira attorno ai 4.500 miliardi di dollari, con un aumento netto di 700.000 posti di lavoro entro il 2040. Questa definizione dei costi si basa sul principio delle 3R, ovvero riciclo, riuso e riorientamento della produzione. E per chi non fosse molto addentrato sul tema dell’economia circolare ci teniamo a specificare che questo modello di produzione punta ad estendere il ciclo di vita dei prodotti con l’obiettivo di ridurne gli sprechi; pertanto all’interno si trovano fasi processuali indispensabili come riciclo, riparazione, prestito e condivisione. 
 

4Mila tonnellate

Questo forse è il dato che nessuno di noi vorrebbe sentire. Secondo i dati esposti dal WWF l’Italia è tra i peggiori Paesi inquinatori che si affacciano sul Mediterraneo, contribuendo all’inquinamento soprattutto in qualità di secondo più grande produttore di rifiuti plastici in Europa. L’esempio più eclatante è sicuramente quello degli spazzolini per l’igiene orale; infatti ogni anno noi italiani gettiamo 4mila tonnellate di plastica solo con il consumo degli spazzolini da denti. Un quantitativo importante di plastica che oggi non viene riciclato e non contribuisce a creare nuovi oggetti.
 

80%

Quest’altro dato rappresenta invece la percentuale di rifiuti legata all’inquinamento turistico. Otto turisti su dieci infatti, visitano le zone costiere e aggiungono rifiuti agli otto milioni di tonnellate di plastica che entrano negli oceani ogni anno. Il motivo è sicuramente riconducibile alla praticità e al reperimento dei cosiddetti travel kit, che nella maggior parte dei casi per questioni economiche e produttive vengono realizzati con materiali plastici e non compostabili (pensate ai kit che vengono forniti in albergo, composti da pettine, sapone, dentifricio e quant’altro).
inquinamento plastica

L’esportazione dei rifiuti plastici italiani

Ci siamo mai chiesti dove finiscono i rifiuti plastici della nostra penisola? Forse no, ma adesso è il momento di vederci chiaro. Secondo le ricerche effettuate da GreenPeace sull’import-export dei rifiuti plastici a livello internazionale l’Italia è uno dei maggior esportatori, con una meta finale che vi farà rabbrividire. Fino al 2018 la Cina era la principale meta finale dello smaltimento plastico per i paesi occidentali, fino a quando un bando europeo non ne ne ha vietato tassativamente l’importazione. La legge europea prevede per l’appunto che i rifiuti possano essere mandati solo in Paesi che hanno norme di trattamento equivalenti alle nostre in termini di tutela dell’ambiente e della salute; in Cina sono stati scoperti diversi traffici illeciti di rifiuti, con false certificazioni e impianti a norma solo sulla carta. Dopo il bando, le principali destinazioni sono diventate Malesia e Vietnam, e in generale il sud-est asiatico, Paesi che non dispongono né di strutture né di regolamentazioni paragonabili alle nostre. Eppure, dal momento che la produzione di plastica è in continuo aumento, l’export dei rifiuti viene presentato come l’unica soluzione per non “annegare in un mare di plastica”, poiché non siamo in grado trattare la quantità conferita nelle raccolte. Quello che oggi viene definito plasmix (composizione di plastiche eterogenee destinate allo smaltimento) vede inoltre un altro paese coinvolto, che sempre più spesso viene definito la discarica d’Europa: stiamo parlando della Turchia. Negli ultimi anni infatti questa terra è stata al centro di numerose polemiche sociali e politiche, in quanto i rifiuti sono diventati una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. E udite udite, la metà dei rifiuti plastici italiani sbarca proprio nei suddetti territori. Per questo è importante ristabilire il sistema legislativo e  produttivo italiano, limitando la produzione di plastica monouso e vincolando le grandi multinazionali a vendere sempre più spesso prodotti sfusi o con packaging riutilizzabile.

Il contributo Solomon’s per l’abbattimento dell’inquinamento plastico

Abbiamo parlato dei fattori negativi che coinvolgono l’Italia nel grande problema dell’inquinamento globale, ma adesso è anche arrivato il momento di parlare di alcuni cambiamenti e lati positivi che sempre più spesso vedono protagonisti negozi e aziende del settore terziario made in italy. Uno dei cambiamenti, che poi è diventato anche trend è l’utilizzo della borraccia termica; un oggetto di design che grazie al suo materiale sostenibile diventa il sostituto della classica bottiglia d’acqua. Questo articolo è stato lanciato inizialmente da società e brand sportivi, ma col passare del tempo – visto il suo successo – tante aziende hanno deciso di replicare, proponendo soluzioni brandizzate ed estremamente alla moda. Chiaramente ci teniamo a ribadire che non sarà l’utilizzo di una borraccia termica ecologica a cambiare le sorti della nostra terra, ma è comunque un piccolo esempio di come applicando alcune scelte di vita giornaliere si possa dare un contributo simbolico e sociale a favore della sostenibilità; che se replicato da un buon numero di persone possa effettivamente generare impatti positivi sulla produzione green. 

Tutti i vantaggi della borraccia termica sostenibile

Se prima questo accessorio era considerato ingombrante e pesante, per via delle misure e dei materiali utilizzati, dal 2020 si presenta in un’ottica totalmente rinnovativa. Compagna di viaggi per alpinisti, scalatori e sportivi di ogni categoria, la borraccia termica non è solo esteticamente più accattivante, ma decisamente più utile e anti-spreco. I suoi vantaggi sono molteplici, uno su tutti è quello di mantenere la temperatura della bevanda quanto più a lungo possibile; ma non solo, una singola borraccia termica acqua può durare fino a 5 anni. Questo è un dato da non sottovalutare se si pensa che solo in Europa ogni anno si consumano 50 miliardi di bottiglie di plastica. Tale soluzione è perfetta per chi passa molto tempo fuori casa, dando così l’opportunità di avere sempre con sé bibite fresche o calde, riparate da agenti esterni e sbalzi di temperatura che comprometterebbero la qualità del contenuto. Oltre a parlare di benefici e vantaggi, dobbiamo sottolineare anche l’aspetto legato al design. Sempre più spesso la moda italiana rivolge lo sguardo a scelte estetiche minimal e contemporanee, dove la semplicità regna sovrana – a noi ciò non dispiace affatto. Per questo la ricerca della migliore borraccia termica sarà per Solomon’s Magazine un mix di qualità, risparmio e buon gusto.

Borraccia termica acciaio inox: ecco il nuovo modello creato dai designer Solomon’s

borraccia termica

Unendo innovazione e qualità nei laboratori Solomon’s è nata una versione ultra contemporanea della classica borraccia termica. L’idea è stata quella di offrire al pubblico una versione inedita del brand, dove oltre ai cosmetici anche gli accessori fossero parte integrante della produzione sostenibile. Il risultato è stato una borraccia termica compatta da portare ovunque, perfetta per l’ufficio ma anche per le attività all’aria aperta. La tecnologia avanzata del team Solomon’s ha permesso di creare una struttura doppia in acciaio inox con strato 18/8 e tappo ermetico, per assicurare una chiusura serrata e senza perdite. Disponibile in due varianti – nera e bianca – oltre a rivolgersi ad un pubblico maschile adulto è perfetta anche come borraccia termica per bambini, grazie al suo design ergonomico, leggero e pratico. Una delle caratteristiche più apprezzate è la capacità contenitiva, infatti ha una capienza di 500ml e mantiene le bevande fredde per 24h, mentre quelle calde per 12h.

Acquistare questa borraccia termica acciaio inox Solomon’s significa concedersi un accessorio di tendenza di altissima qualità a zero impatto ambientale. Ma non solo, è una scelta consapevole di quanto possa essere importante – attraverso lo shopping – sensibilizzare le persone verso un consumo più etico e radicale. 

Borraccia termica per ufficio: come lavarla in maniera corretta

borraccia termica come lavarla

Come evidenziato dalle indagini di Altroconsumo, nonostante ormai sia un fenomeno diffuso su larga scala, vi è ancora una fetta di pubblico poco avvezza a tale prodotto. I motivi? La maggior parte delle persone che non acquistano una borraccia termica è perché riscontrano sostanzialmente un cattivo sapore dell’acqua. In realtà il segreto sta nello scegliere i materiali giusti e di qualità (per questo meglio optare sempre per  l’acciaio inossidabile) e avere cura della pulizia. Per pulire bene è fondamentale dotarsi di uno scovolino di plastica e del detersivo per piatti. Per evitarle cattivi odori basta una regolare pulizia e in aggiunta, circa una volta al mese, versare dell’acqua calda con un cucchiaino di bicarbonato e lasciar agire il composto per 10 ore. Questo procedimento va intensificato se si bevono frequentemente liquidi aromatizzati come thè, tisane o energizzanti gasati.

ULTIMI ARTICOLI

PRENOTA APPUNTAMENTO VIA WHATSAPP

Compila il modulo per generare un messaggio WhatsApp precompilato e già indirizzato alla sede selezionata. È necessario inviarlo per richiedere l’appuntamento, in caso contrario ti invitiamo a contattare la sede telefonicamente.

DATI CLIENTE

SCEGLI GIORNO