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SOLOMON'S BARBER SHOP

Una stanza per un Sorriso, coi tuoi capelli puoi regalare una parrucca a chi lotta contro il cancro

«C’è chi parla e chi porta fatti. Una Stanza per un Sorriso porta soluzioni e speranza. Intervista alla Dott.ssa Rosanna Galantucci»

“Perché proprio a me?”

“Non ho mai fumato una sigaretta in vita mia e vado in palestra 3 volte a settimana”

“E se avessero confuso le cartelle cliniche? Magari si sbagliano”

Quando ti diagnosticano un cancro sono più le domande che ti fai e non le risposte che ricevi. Si, perché ogni giorno nasce un nuovo interrogatorio, una nuova autoanalisi per capire dove hai sbagliato e chi ti sta mentendo. Avere un cancro è un po’ come vivere due vite in una, fare a cazzotti col destino e prendere per la mano la speranza. É la principale causa di morte al mondo, ma anche il protagonista indiscusso di vere e proprie rinascite. 

In Italia il numero di malati oncologici aumenta di anno in anno. Eppure come sostiene Elisabeth Kübler-Ross nei suoi studi di psico-oncologia, dopo lo shock, la negazione e la rabbia arriva l’accettazione; forse la fase più consapevole e consolatoria che il paziente affronti. Prende le misure con se stesso e con la vita. Con il male e tanto atteso bene. Molti li chiamano guerrieri, forse è la parola più giusta. Il termine sostitutivo a “malato” che suona un po’ di pessimismo e marginazione. 

Oggi vorrei parlare dei Guerrieri, di chi dentro quelle stanze asettiche e talvolta fredde trova il coraggio di aspettare il sole e la sua calda luce. Quando arriva la lotta li vedi lì, fermi nel loro dolore e sicuri del proprio animo. Consapevoli dei rischi e disposti ad affrontarli pur di poter dire “L’ho sconfitto”; quella frase che vorrebbero pronunciare tutti e che non sempre hai il tempo di urlare. Durante quel frangente tante cose possono fare la differenza: l’aiuto concreto, il giusto ascolto, il vero interesse. Una Stanza per un Sorriso è l’emblema di cosa significhi aiutare realmente un guerriero. 

Una stanza per un sorriso

Da un’idea della Dott.ssa Rosanna Galantucci, Una Stanza per un Sorriso Odv (affiliata nazionale FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di volontariato in Oncologia) nasce ad Altamura nel 2015 presso il Reparto Oncologico dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”. Non una semplice associazione ma piuttosto una rete solidale concreta di aiuti, informazione e ricerca, volta a migliorare il benessere psicofisico dei pazienti oncologici. Grazie al team di volontari – ogni anno sempre più numerosi e collaborativi – prendono vita iniziative importanti e sostegni concreti. Nella mission di Rosanna mi colpisce un intento nobile quanto sottovalutato da molti, ovvero disciplinare la normativa nazionale e le disposizioni regionali che stanziano fondi per alopecia da terapie antitumorali. Perché la verità è che spesso questo argomento viene messo in secondo piano, collegato ad una sfera puramente estetica e meramente oltre passabile. 

Perdere i capelli durante la chemioterapia non è solo l’indizio o la prova di un cammino tortuoso, ma anche il segnale di un cambiamento in corso capace di destabilizzare anche le menti più forti. Per questo Una stanza per un Sorriso mi colpisce, perché tocca un tema importante e desideroso di una sensibilizzazione molto più ampia. Grazie alla loro attività di creazione delle parrucche (100% naturali) – attraverso la donazione di capelli – regalano ai Guerrieri una nuova immagine; nonché un piccolo sollievo capace di alleviare insicurezze e perdita di autostima. 

Qui non si tratta di scuotere le coscienze, qui si tratta di affrontare il tema e capire come contribuire; come fare la differenza anche per un millesimo di secondo. Da questo nasce una piacevole intervista, un forte senso di ammirazione e la felicità di aver portato in questo Magazine un’associazione meritevole di grande stima ed esempio collettivo. 

una stanza per un sorriso

Rosanna, può aggiornarci sulla situazione attuale riguardo i malati di cancro in Italia?

Quanto emerge dal rapporto “I numeri del cancro 2023” è un continuo aumento di nuove diagnosi (+ 18.000 casi), aumento forse causato dagli screening sospesi o rallentati durante il Covid o dalla malattia oncologica che colpisce i baby-boomer (quelli che oggi hanno 60 – 70 anni). Eppure, sono incoraggianti i numeri del rapporto annuale sul cancro che mostrano un miglioramento continuo nell’efficacia della prevenzione e delle cure contro i tumori.

Quanto influisce l’impatto e la visione estetica sullo stato psico-fisico del paziente?

Prima le neoplasie erano considerate malattie terminali, mentre oggi il 60% dei pazienti oncologici sopravvive. La scienza dunque continua a fare passi da gigante e, con essa, anche l’estetica oncologica diventa un importante supporto alle terapie, poiché contribuisce a minimizzare il trauma del cambiamento e la percezione del proprio corpo. Tutto questo attraverso un crescente approccio, sempre più polispecialistico.

Il suo progetto nasce nell’ospedale Murgia Fabio Perinei di Altamura. Dal 2015 vi occupate di malati oncologici e nello specifico di donne che stanno affrontando una terapia antitumorale. Come funziona questa bellissima macchina di aiuto e supporto?

Una Stanza per un Sorriso nasce in Puglia e opera presso il Reparto Oncologico dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”, nostro volano di partenza, replicato poi in molte altre strutture sanitarie. Ospedale San Poalo a Bari e IRCCS Giovanni Polo II. Il nostro intento è realizzare iniziative di solidarietà nel campo della ricerca, prevenzione e cura delle malattie oncologiche. Molte sono le figure che gravitano intorno: psicologi, nutrizionisti, fisioterapiste, estetiste, parrucchieri e coach della formazione. E, soprattutto, un team sempre più numeroso di volontari che, da nord a sud e dietro l’egida di medici, sostengono ed affiancano i pazienti. Far vivere loro il disagio della malattia nel miglior modo possibile per me, in qualità di Presidente, significa mettere chi soffre al centro: centro del nostro amore, centro della nostra cura, centro delle loro speranze di guarigione, che diventano anche nostre.

La Solomon’s dal 2014 possiede una catena con 8 saloni maschili sparsi nel Lazio e in Puglia. Come possono contribuire anche i nostri clienti a questo progetto?

Prevenzione e cura è il binomio vincente della mia associazione ma, ogni volta che nascono nuove collaborazioni, ogni esperto – di ogni settore – sancisce con noi importanti convenzioni e diventa affidatario di progetti che collocano i malati oncologici al centro di una comune e solidale amorevolezza. Ogni piccola goccia fa l’oceano, diceva Madre Teresa di Calcutta. E io, ispirandomi a lei, dico ogni ciocca può fare una parrucca! 

Qual è la sensazione di chi riceve una parrucca? E dunque, quanto può cambiare e aiutare il malato possederne una?

Ogni volta in cui abbiamo la fortuna di vivere un’esperienza meravigliosa e speciale come quella di offrire soluzioni estetiche ad una paziente oncologica, la parrucca diventa un sogno che si realizza. E ogni volta accumuliamo una pioggia di emozioni tanto grandi che diventano davvero difficili da descrivere o raccontare. 

Quali sono i passi importanti da compiere per migliorare la situazione socio-sanitaria in Italia, relativa ai reparti oncologici?

Da Presidente, ho molte responsabilità: tutelare pazienti e famiglie che si affidano a noi, divulgare le Leggi regionali che consentono di ricevere le parrucche, fare rete con tutte le Associazioni regionali e nazionali, motore e contributo verso il bene comune. Unendomi a tutti gli appelli lanciati in questi anni dal Ministero della Salute, io continuerò a chiedere sostegno e supporto per tutti coloro che scoprono di avere una malattia. Una Stanza per un Sorriso ha anche un ambulatorio mobile, evoluzione diagnostica a quattro ruote che raggiunge i pazienti qualora loro non riescano a curarsi per disagi di ogni genere (economici, strutturali o temporali). Abbiamo intrapreso la strada verso un nuovo spazio di prevenzione mobile per conseguire e migliorare, con una equipe medica, l’accesso allo screening, alla diagnosi e alla cura.

Non ci sono tante altre parole da aggiungere, o forse si, ma sarebbero superflue. L’unica cosa che ritengo opportuno dire per terminare questo articolo è di supportare Una stanza per un Sorriso, con una donazione economica o coi vostri capelli. 

Tutti meritano un sorriso, i Guerrieri più di uno.

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