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Pettine baffi Freddie Mercury

pettine baffi Freddie Mercury

«All’asta 1500 oggetti appartenuti a Freddie Mercury, tra cui il suo pettine baffi. La somiglianza con quello Solomon’s è incredibile»

Si dice che le Star non muoiono mai, che quando lasciano il segno neanche la morte le colpisce per davvero. Sicuramente è stato lo stesso anche per Freddie Mercury, all’anagrafe Farrokh Bulsara, considerando che dopo ben trentadue anni ancora il suo nome è capace di far venire la pelle d’oca. Lo senti con quella voce potente e vibrante che quasi è capace di spaccare le più spesse mura; lo vedi con quella canotta bianca e jeans attillati scrivere la memoria di un rock che non vuole saperne di conformismi e pseudo bon-ton. Si Freddie Mercury ancora canta, ancora balla, ancora vive. Perché mettere un disco, aumentare il volume quando inizia Who wants to live forever? non è solo automatico quando inconsapevolmente dovuto.

Molti hanno riscoperto la sua bellezza dopo l’uscita del film Bohemian Rhapsody, un film documentario che ha confermato ancora una volta l’aura celestiale di questo show man e talento musicale dal carattere intramontabile – ha incassato oltre 900 milioni di dollari diventando il biopic musicale col maggior successo di sempre. Dietro tutto questo, inutile dire che echeggiasse l’arte, valore fondante non solo delle sue canzoni ma anche della sua vita. Tra i più grandi amici infatti vediamo il legame particolare con David Bowie, altra stella “della buona musica”. Il loro patto affettivo si suggellò nel 1981 con la collaborazione a Under pressure?, registrata dopo inquantificabili calici di vino presso gli Studi Montreaux in Svizzera. Forse non era ben chiaro che da un brindisi si passasse ad una sbornia epica, come non era previsto che quel brano un po’ altalenante e pieno di virtuosismi diventasse ben presto il germoglio del vero rock inglese. 

Da bambino amava collezionare francobolli, forse perché erano il segno di un viaggio interminabile o forse perché rappresentavano quel passaggio di comunicazione per cui le cartoline e le lettere scritte a mano detengono ancora il fascino più raffinato di sempre. A fronte di questo il governo britannico, dopo la sua morte avvenuta il 24 novembre 1991, decise di emettere una nuova serie di francobolli tra i quali quello col volto di Freddie e dei Queen. 

Freddie Mercury

Non solo David Bowie ma anche Lady D

La sua energia era capace di influenzare e convincere chiunque, come quando il tuo migliore amico ti chiede di uscire il sabato sera e tu dici “no grazie oggi sto a casa” ma immancabilmente dopo 10 minuti ti stai già vestendo, pronto per una serata che non sai come finirà. Ecco Freddie Mercury era un po’ anche questo, lo spirito divertente e affascinate che sapeva coinvolgere e far sorridere. Ci riuscì persino con Lady Diana, che forse all’epoca era una di quelle che non si poteva permettere di ridere a crepapelle e divertirsi come una normale giovane ragazza. Una sera la principessa del Galles uscì con Freddie Mercury, il comico Kenny Everett e l’attrice Cleo Rocos. Dopo aver bevuto champagne, guardando la serie tv Cuori senza età, decisero di andare per locali e pub, a Londra, con l’obiettivo finalmente di una serata senza freni. Ma Lady D doveva essere camuffata perché potesse lasciarsi andare senza essere riconosciuta: cappello da baseball, occhiali da sole, giubbotto stile bomber, ecco, che fu il travestimento perfetto, sembrava un bellissimo ragazzo eccentrico e per nulla timido. E nessuno la riconobbe quando al bancone ordinò altro alcol.

Insomma adesso starete pensando “Quanto mi sarebbe piaciuto avere un amico come Freddie”, uno di quelli dove la parola NON POSSO non solo non ha senso, ma nemmeno diritto di esserci. Dall’indubbio buon gusto il frontman più famoso al mondo era anche un ottimo graphic designer; il logo regale e maestoso della band era infatti opera sua. «Ho semplicemente combinato tutte le creature che rappresentano i nostri segni zodiacali: e non credo nemmeno all’astrologia!». Ecco quindi due leoni per John e Roger, il granchio del Cancro per Brian e due fate per la Vergine di Freddie. 

Freddie Mercury

L’Aids, il testamento e ciò che rimane

Tutti si sarebbero aspettati un lieto fine, una vita lunga per godersi almeno la metà dei sogni che ha regalato e invece purtroppo una bestia chiamata Aids ha bussato anche alla sua porta. Si, perché all’epoca questo ospite indesiderato suonava i citofoni di tante persone. E ancora una volta SBEM, con gli attributi di un vero rocker chiamò il suo manager per sporgere una dichiarazione pubblica. Il 22 novembre 1991 dichiarò apertamente a tutte le agenzie stampa di essere sieropositivo. Dopo due giorni morì. Forse un presentimento, forse l’atto finale per ricordare a tutti che la vergogna non fa parte del suo vocabolario, nemmeno della sua dignità. Alla cerimonia funebre, erano presenti la famiglia e 35 amici intimi, tra cui Elton John e i membri dei Queen. Risuonava «Take my hand, precious Lord / You’ve got a friend» di Aretha Franklin.

Secondo i desideri espressi in testamento Mary Austin, prima fidanzata Freddie Mercury, ebbe in consegna le sue ceneri e le seppellì in un luogo segreto.A lei sono andati gran parte dei suoi beni, la metà del suo patrimonio e la sua adorata residenza di Garden Lodge; a sua sorella e ai genitori il resto, più 500mila sterline al suo chef Joe Fannelli, altrettante al suo assistente personale Peter Freestone e al suo ultimo compagno di vita Jim Hutton. 

É delle ultime ore la notizia di una nuova battuta d’asta su 1500 oggetti appartenuti al cantante e gelosamente custoditi nella sua casa londinese da parte degli eredi. La vendita come per la maggior parte dei beni immobili di lusso è stata affidata al colosso delle aste Sotheby’s. Tra gli oggetti del lotto il più stimato è Type of Beauty, quadro del pittore francese James Tissot, di cui ci si aspetta una vendita tra i 500 e i 700 mila dollari. Altre opere d’arte presenti sono dipinti e schizzi su carta di Picasso e Matisse. Per i fan dei Queen però gli oggetti più preziosi saranno sicuramente le bozze – scritte a mano – dei testi di We Are the Champions e Killer Queen, oltre all’argenteria di Tiffany e all’iconico pettine per la cura dei baffi. Proprio su quest’ultimo, la cui base d’asta dovrebbe girare attorno ai 500 e 750 dollari, noi di Solomon’s Magazine vogliamo soffermarci; e non solo per il suo immenso valore iconico ma anche per la strana e piacevole somiglianza che notiamo con uno dei nostri accessori.

Tra i vari accessori per baffi che la linea Solomon’s dal 2014 produce c’è il must-have in acetato di cellulosa che accompagna tutti i gentleman baffuti con assoluta praticità ed eleganza. Osservando il pettine baffi in vendita da Sotheby’s è impressionante la similitudine a livello di design e impugnatura col nostro prodotto. A questo ci ricolleghiamo anche per sottolineare come l’utilizzo del pettine per barba e baffi sia indispensabile nella beauty routine di un uomo. Nello specifico, quelli che ora sono conosciuti come “i baffi alla Mercury” in realtà conservano origini ancora più lontane. Si chiamano infatti baffi Crevron e nascono negli anni ’60 come forma allungata e folta, in grado di enfatizzare e risaltare i lineamenti della bocca, specie se carnosa. 

pettine baffi Freddie Mercury

È grazie ai baffi celebri di Freddie Mercury e tanti altri cantanti e artisti di fama mondiale, che l’uomo contemporaneo ha riscoperto l’amore per questo lato estetico, nonché trend di assoluta virilità. Se prima il 70% degli uomini propendeva per i due lati opposti della medaglia, ovvero barba lunga o completamente rasata, da circa dieci anni la sfera maschile si è ridistribuita i 3 fazioni: BAFFI, BARBA e TOTAL SHAVE. 

Nello specifico la storia del pettine baffi ha origini millenarie, infatti nell’epoca rupestre gli uomini usavano domare e pettinare la barba con conchiglie e sassi affilati, in modo da tagliare al passaggio della lama tutte le punte crespe e ispide che la barba dell’epoca aveva (tenete presente che i prodotti per barba fanno capolino nel mondo del beauty a partire dal 1905, prima di allora non era presente nessuna cura). 

Se tutto questo vi ha incuriosito, ammaliato o semplicemente fatto sognare un mondo lontano ma pur sempre desideroso di menzione, sappiate che era il nostro obiettivo! C’è chi si starà mettendo i soldi da parte per comprare il pettine baffi Freddie Mercury e chi invece – come noi – non avendo grosse risorse opterà per qualcosa di più economico ma pur sempre iconico. E allora se vi va oggi vi proponiamo un sogno alla portata di tutti! Vi basta semplicemente il pettine baffi Solomon’s e allacciare le cinture. 

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